Descrizione
Nei bagni pubblici di nuova costruzione il piano lavabo e' spesso una lastra continua senza mobile sotto, e la parete e' rivestita fino a soffitto. In questo tipo di progetto ogni accessorio applicato al muro sporge, interrompe la superficie e diventa un appiglio: per chi pulisce, per chi urta, e nei contesti piu' esposti anche per chi ha voglia di danneggiare.
Il problema e' concreto nelle strutture ad alto passaggio. I dispenser applicati vengono staccati, forzati o utilizzati come sostegno, il fissaggio si allenta, e nei bagni con vandalismo ricorrente la sostituzione diventa una voce fissa del bilancio manutenzione. A questo si aggiunge il fatto che un accessorio sporgente in un bagno stretto e' un ostacolo reale nel passaggio.
Il dosatore da incasso a parete Nofer risolve il problema togliendo la sporgenza. L'apparecchio si installa dentro la parete, in una nicchia predisposta, e resta a filo del rivestimento: in vista rimangono la piastra frontale e il pulsante di erogazione. Non c'e' nulla da afferrare, nulla su cui fare leva, nulla che intralci il passaggio.
La carcassa e' in acciaio inox AISI 304 satinato, lo stesso materiale dei sanitari e degli arredi da collettivita': regge l'umidita' permanente, i detergenti delle sanificazioni quotidiane e gli urti. La chiusura di sicurezza con chiave impedisce l'accesso al serbatoio da parte degli utenti, eliminando svuotamenti e manomissioni, mentre il visore del contenuto consente al personale di verificare il livello con un'occhiata, senza aprire nulla durante il giro di pulizia.
La capacita' e' di 1200 ml, la piu' alta della famiglia da incasso: e' dimensionata per i bagni molto frequentati, dove la ricarica va programmata e non improvvisata. L'erogazione avviene tramite pulsante meccanico, quindi non serve alcuna alimentazione elettrica ne' manutenzione di batterie, e non ci sono componenti elettronici che possano guastarsi in un ambiente umido.
Le dimensioni della cassa sono 260 x 150 x 110 mm, con sviluppo verticale: e' il formato adatto alle strisce di parete strette, ad esempio tra due lavabi affiancati o a lato di uno specchio, dove uno sviluppo orizzontale non troverebbe posto. La ricarica avviene con sapone sfuso, senza cartucce proprietarie.
Il vincolo da valutare in fase di progetto e' l'installazione: serve una nicchia nella parete, quindi la decisione va presa prima della realizzazione del rivestimento, in accordo con l'impresa. Su un bagno gia' finito l'intervento comporta la demolizione parziale del rivestimento e non e' praticabile senza rifacimento.
Gli ambienti indicati sono i bagni pubblici di centri commerciali, stazioni e strutture sportive, i servizi delle scuole e degli edifici pubblici, gli hotel e i locali con progetto contract, e tutti i contesti in cui il vandalismo e' un problema ricorrente. Per definire la predisposizione della nicchia, richiedi un preventivo dedicato.
Testo redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale. Le informazioni e i dati tecnici provengono dalla documentazione ufficiale del produttore.
Domande Frequenti
I bagni del mio impianto sono gia' piastrellati: posso installarlo lo stesso?
No, e va detto subito per evitare acquisti sbagliati. L'apparecchio richiede una nicchia nella parete, quindi la predisposizione va concordata con l'impresa prima della realizzazione del rivestimento. Su un bagno gia' finito l'intervento comporterebbe la demolizione parziale delle piastrelle, con costi e tempi che raramente hanno senso per un accessorio. Se i bagni sono gia' completati, la soluzione corretta e' un modello applicato a parete in acciaio con chiusura a chiave, che offre robustezza simile senza opere.
Nei bagni della stazione i dispenser vengono strappati dal muro ogni mese: questo regge?
E' il contesto per cui l'incasso viene scelto. Non essendoci parti sporgenti, non c'e' nulla da afferrare ne' su cui fare leva, che e' il modo in cui vengono danneggiati i dispenser applicati. In vista restano la piastra frontale in acciaio inox AISI 304 e il pulsante, entrambi complanari al rivestimento. Va detto che nessun apparecchio e' indistruttibile: l'incasso elimina la modalita' di danneggiamento piu' comune, non ogni possibilita' di danno.
Quanto spazio devo far predisporre all'impresa nella parete?
La cassa misura 260 mm di altezza, 150 di larghezza e 110 di profondita', e questi sono i valori da comunicare all'impresa per la realizzazione della nicchia, aggiungendo le tolleranze di posa. Il dato piu' vincolante e' la profondita' di 110 mm: va verificato che la parete la consenta, cosa non scontata su tramezzi sottili o su pareti in cartongesso con orditura standard. In fase di progetto e' bene definirlo insieme al posizionamento delle cassette di scarico e degli altri incassi.
Perche' verticale e non orizzontale? Come scelgo tra i due?
Si sceglie in base alla parete disponibile. Il formato verticale, 260 per 150 mm, e' adatto alle strisce strette, per esempio tra due lavabi affiancati o a lato di uno specchio a tutta altezza. Il formato orizzontale della stessa famiglia, 152 per 260 mm, si inserisce meglio sotto uno specchio a nastro o in una fascia bassa continua. Le funzioni, la capacita' e i materiali sono identici: cambia solo la geometria dell'ingombro nella parete.
Il personale come fa a sapere quando ricaricarlo se e' chiuso a chiave?
Attraverso il visore del contenuto, che mostra il livello residuo senza bisogno di aprire. E' proprio la combinazione di visore e chiusura a chiave a rendere pratico questo tipo di apparecchio nei bagni pubblici: gli utenti non possono accedere al serbatoio, ma il personale controlla lo stato di tutti i dispenser con un semplice passaggio visivo, programmando le ricariche in un unico giro invece di aprire ogni apparecchio.
Il pulsante meccanico non e' meno igienico di un sensore in un bagno pubblico affollato?
Sul contatto si', ed e' corretto valutarlo. Va pero' considerato che il dosatore viene toccato prima del lavaggio, non dopo, quindi il rischio e' diverso da quello di maniglie e rubinetti. In cambio il pulsante meccanico non ha elettronica che si guasti in ambiente umido, non richiede alimentazione e non si ferma mai, caratteristiche decisive in bagni pubblici difficili da presidiare. Dove l'assenza di contatto e' una priorita' dichiarata, come nelle strutture sanitarie, la scelta corretta e' un modello a sensore.
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