Descrizione
Chi ha gia' installato un dosatore da incasso conosce il problema che emerge dopo, quando il bagno e' finito: il serbatoio sotto il piano. I modelli con serbatoio largo e tozzo richiedono spazio libero attorno al punto di installazione, e su un lavabo sospeso o su un mobile con cassetti quello spazio semplicemente non c'e'. Il risultato e' un accessorio scelto sulla carta che in cantiere non entra.
Il secondo vincolo riguarda il piano. Le teste da 50 mm di diametro richiedono un foro importante, che su piani sottili in gres laminato o su lavabi in ceramica con spalla ridotta diventa un intervento delicato, quando non impossibile. Chi progetta si trova a rinunciare all'incasso proprio nei bagni piu' curati, dove sarebbe piu' utile.
Il dosatore da incasso Nofer in acciaio satinato e' pensato per questi due limiti. La testa ha un diametro di soli 35 mm, la stessa misura del foro standard di un miscelatore da lavabo: significa che il piano viene lavorato con la stessa attrezzatura e con lo stesso rischio del foro rubinetto, senza asportazioni di materiale importanti. In vista restano 83 mm di altezza, un cilindro sottile che affianca la rubinetteria.
Il serbatoio da 1000 ml e' in polietilene e si sviluppa in altezza, 220 mm, invece che in larghezza: e' la geometria che permette di collocarlo negli spazi stretti sotto i lavabi sospesi, tra il sifone e la parete, dove i serbatoi tozzi non troverebbero posto. Il polietilene e' il materiale usato per i contenitori alimentari, quindi resiste al contatto prolungato con i saponi senza alterarsi.
La testa e' in acciaio inox AISI 304 satinato: si abbina alle rubinetterie in acciaio spazzolato e alle finiture satinate oggi molto diffuse nelle ristrutturazioni, e a differenza del cromo lucido non evidenzia impronte e aloni di calcare tra una pulizia e l'altra. Lo stelo e' da 120 mm, misura compatibile con i piani di spessore standard.
L'erogazione e' manuale, senza alcuna alimentazione elettrica da prevedere sotto il mobile, e la ricarica avviene con sapone sfuso dall'interno del mobile, senza cartucce proprietarie. Un litro di autonomia rende il modello adatto anche ai bagni con passaggio elevato, non solo a quelli privati.
Resta valido l'unico vincolo di tutti gli incassi: l'installazione richiede un foro nel piano ed e' permanente, quindi la decisione va presa in fase di progetto. Il vantaggio, rispetto agli altri modelli della famiglia, e' che il foro necessario e' il piu' piccolo della gamma.
Gli ambienti indicati sono i bagni con lavabo sospeso e mobili poco profondi, i servizi di hotel e ristoranti con rubinetteria satinata, gli studi professionali, le spa e le abitazioni private in cui il bagno e' stato progettato nei dettagli. Per verificare lo spazio disponibile sotto il tuo lavabo, richiedi un preventivo dedicato.
Testo redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale. Le informazioni e i dati tecnici provengono dalla documentazione ufficiale del produttore.
Domande Frequenti
Ho un lavabo sospeso e sotto passa solo il sifone: il serbatoio ci sta?
E' la situazione per cui questo modello e' stato scelto rispetto agli altri della famiglia. Il serbatoio si sviluppa in altezza, 220 mm, invece che in larghezza, quindi si colloca in verticale negli spazi stretti tra sifone e parete, dove i serbatoi tozzi da 80 mm di diametro non entrano. Va comunque verificato in fase di progetto che il punto scelto resti raggiungibile per la ricarica: l'ingombro ridotto non serve a nulla se il serbatoio finisce in una posizione scomoda da raggiungere.
Il mio piano e' un gres sottile e ho paura di forarlo: quanto deve essere grande il foro?
La testa ha un diametro di 35 mm, la stessa misura del foro standard per un miscelatore da lavabo. Questo significa che il marmista o il posatore usa la stessa attrezzatura e affronta lo stesso rischio del foro rubinetto, che esegue abitualmente. E' una differenza sostanziale rispetto ai modelli con testa da 50 mm, che richiedono un'asportazione maggiore. Su gres di grande formato e piani sottili resta comunque un'operazione da fare eseguire da un professionista, meglio se prima della posa.
Il serbatoio in plastica non peggiora la qualita' rispetto a quelli in metallo?
No, e' una scelta funzionale. Il polietilene e' il materiale dei contenitori per alimenti: resiste al contatto prolungato con saponi e tensioattivi senza alterarsi, non si corrode e permette di verificare visivamente il livello residuo durante la ricarica. La parte che conta per durata ed estetica e' quella in vista, cioe' la testa in acciaio inox AISI 304. Nei dosatori da incasso di fascia professionale questa suddivisione dei materiali e' lo standard, non un'eccezione.
Conviene questo o il modello in ottone cromato con la stessa capacita'?
Si sceglie in base a due fattori. Il primo e' la rubinetteria: questo modello e' in acciaio satinato e si abbina alle finiture spazzolate, quello in ottone cromato al cromo lucido tradizionale. Il secondo e' lo spazio sotto il piano: qui il serbatoio e' alto e stretto e la testa richiede un foro da 35 mm, mentre il modello in ottone ha serbatoio piu' largo e testa da 50 mm. Nei bagni con mobile capiente e miscelatori cromati la scelta e' equivalente sul piano funzionale.
Nel bagno del mio studio passano molte persone al giorno: un litro basta?
Per un bagno di studio professionale o di ufficio l'autonomia di un litro e' generalmente adeguata e richiede una ricarica programmata, non quotidiana. Il dato varia in base al numero di utilizzi e alla quantita' erogata a ogni pressione. Se il bagno serve un locale pubblico con passaggio molto elevato e la ricarica frequente non e' praticabile, nella famiglia da incasso esistono i modelli da 1200 ml per installazione a parete, con visore del livello e chiusura a chiave.
La finitura satinata si rovina con i prodotti che usa la mia impresa di pulizie?
L'acciaio inox AISI 304 satinato regge i normali detergenti professionali non abrasivi ed e' anzi la finitura piu' pratica nei bagni puliti una sola volta al giorno, perche' nasconde impronte e aloni meglio del cromo lucido. Vanno evitati due prodotti: le spugne abrasive, che segnano la satinatura in modo permanente e visibile, e gli acidi forti lasciati agire a lungo. Una raccomandazione scritta all'impresa di pulizie su questi due punti e' sufficiente a preservare l'aspetto negli anni.
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