Descrizione
Nei bagni piccoli il dosatore murale risolve il problema del piano occupato, ma ne introduce uno nuovo: l'apparecchio sporge nella zona in cui le persone si muovono. In un antibagno stretto, in un bagno di servizio o in un locale dove il lavabo e' vicino alla porta, un erogatore che esce troppo dalla parete viene urtato con la spalla, con la borsa o con il braccio, e nel tempo il fissaggio si allenta.
Il problema riguarda anche la pulizia: piu' l'apparecchio sporge, piu' e' esposto agli schizzi e piu' superficie va ripassata attorno. In un bagno di locale pubblico, dove il personale ha pochi minuti a disposizione, ogni elemento aggiunto che raccoglie sporco e' tempo sottratto ad altro.
Questo dosatore murale Nofer e' la versione compatta della gamma a sensore. Le dimensioni sono 86,5 x 55 x 135 mm: sporge dalla parete 135 mm, quasi cinque centimetri in meno rispetto al modello cilindrico della stessa famiglia, e mantiene un profilo contenuto anche in altezza. In un bagno stretto questa differenza si percepisce nel passaggio quotidiano.
L'erogazione avviene tramite sensore a infrarossi, quindi senza contatto: nei servizi condivisi elimina il punto di contatto piu' critico del lavabo. Il serbatoio da 1000 ml e' ricaricabile con sapone sfuso, senza cartucce proprietarie, e non occupa il piano: la superficie sotto l'erogatore resta libera, senza oggetti da spostare a ogni pulizia.
Il corpo e' in ottone cromato con finitura lucida, lo stesso materiale delle rubinetterie tradizionali: si abbina ai miscelatori cromati senza differenze di tono, resiste all'umidita' permanente e non si opacizza con i detergenti quotidiani. La versione in nero copre i bagni con rubinetteria scura, oggi frequenti nelle ristrutturazioni.
L'alimentazione e' esclusivamente a corrente elettrica e il collegamento passa dalla parete: la predisposizione va prevista in fase di progetto, prima del rivestimento. In cambio non ci sono batterie da sostituire e l'apparecchio non si ferma nel mezzo di una giornata di servizio, cosa che nei bagni pubblici fa la differenza tra un impianto affidabile e uno da presidiare.
Gli ambienti indicati sono i bagni stretti e gli antibagni di locali e uffici, i servizi di passaggio con lavabo vicino alla porta, i bagni di camere e strutture ricettive di dimensioni contenute, gli studi professionali e le abitazioni con bagni di servizio. Dove invece lo spazio non e' un vincolo e si cerca un segno formale piu' marcato, il modello cilindrico della stessa famiglia e' la scelta piu' indicata.
Per definire la predisposizione elettrica, la quota di installazione e i quantitativi, richiedi un preventivo dedicato.
Testo redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale. Le informazioni e i dati tecnici provengono dalla documentazione ufficiale del produttore.
Domande Frequenti
Nel mio antibagno il lavabo e' vicino alla porta e si urta in tutto: quanto sporge questo modello?
La sporgenza e' di 135 mm, contro i 181 mm del modello cilindrico della stessa famiglia: quasi cinque centimetri in meno, che in un passaggio stretto si notano. Anche l'altezza e' contenuta, 86,5 mm, quindi l'ingombro complessivo e' quello di un elemento discreto sopra il lavabo. Nei bagni di servizio e negli antibagni e' proprio questo il criterio di scelta: non l'estetica ma il fatto che nessuno ci sbatta contro passando.
Con una sporgenza cosi' ridotta il sapone non finisce sul bordo del lavabo?
Dipende dalla quota e dalla posizione di installazione, che vanno definite in progetto. L'erogatore va collocato in modo che il getto cada dentro la bacinella, quindi con lavabi profondi o d'appoggio molto larghi puo' servire piu' sbraccio: in quel caso il modello cilindrico da 181 mm o un dosatore da piano con erogatore lungo sono piu' adatti. Su lavabi standard e sospesi di dimensioni normali, 135 mm sono sufficienti se il punto viene scelto correttamente.
Il bagno e' gia' finito: riesco a installarlo senza rifare il rivestimento?
Il vincolo e' l'alimentazione elettrica, obbligatoria e in arrivo dalla parete, perche' il modello non funziona a batterie. Senza predisposizione servono una traccia nel rivestimento o un passaggio a vista. Se i bagni sono gia' completati, le alternative sono un modello da piano alimentato attraverso il mobile, oppure un dosatore manuale murale in acciaio con chiusura a chiave, che offre robustezza da collettivita' senza richiedere alcuna alimentazione.
Nei bagni del mio ufficio conta soprattutto ridurre il lavoro delle pulizie: aiuta?
Su due fronti. Il montaggio murale lascia il piano completamente libero, quindi non ci sono oggetti da spostare per pulire e la superficie si passa in un movimento solo. Il sensore evita che l'apparecchio venga toccato con le mani sporche, riducendo impronte e residui attorno al lavabo. Il profilo compatto, infine, offre meno superficie esposta agli schizzi rispetto agli apparecchi sporgenti.
Quale scelgo tra questo e il cilindrico, a parita' di prestazioni?
Le prestazioni coincidono: stesso sensore a infrarossi, stessa capacita' da 1000 ml, stesso ottone cromato, stessa alimentazione elettrica. La scelta e' tutta su spazio e carattere. Questo modello e' compatto e discreto, indicato dove il bagno e' stretto o di passaggio; il cilindrico ha un segno formale piu' marcato e uno sbraccio maggiore, indicato dove il lavabo e' ampio e l'accessorio deve dialogare con una rubinetteria a parete.
Quanto spesso va ricaricato in un bagno di ufficio?
Con un serbatoio da 1000 ml e un utilizzo tipico da ufficio, l'autonomia copre in genere alcune settimane, in funzione del numero di persone e della quantita' erogata a ogni attivazione. La ricarica avviene con sapone sfuso, quindi senza costi di cartucce proprietarie. Se ti serve poter controllare il livello senza aprire l'apparecchio, i modelli in acciaio della gamma con visore del contenuto sono piu' adatti alla gestione di molti bagni contemporaneamente.
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