Descrizione
Il dosatore di sapone e' l'oggetto piu' toccato di un bagno e, quasi sempre, il piu' trascurato del progetto. Si spendono cifre importanti per il piano lavabo, il miscelatore e i rivestimenti, poi accanto al lavabo compare un flacone di plastica del supermercato o un dispenser bianco che nessuno ha scelto. Il risultato e' un dettaglio che contraddice tutto il resto dell'ambiente.
Nelle strutture aperte al pubblico il problema non e' solo estetico. Un dosatore a pompa viene premuto da decine di mani diverse ogni giorno, spesso appena dopo l'uso dei servizi: e' un punto di contatto condiviso che oggi nessun gestore attento vuole piu' avere sul proprio lavabo. A questo si aggiunge lo spreco: i flaconi commerciali erogano dosi abbondanti e casuali, il sapone finisce sul piano e il consumo reale supera di molto quello necessario.
Il dosatore di sapone da piano Nofer ad attivazione laser risolve entrambe le questioni. L'erogazione avviene tramite sensore laser, quindi senza alcun contatto: la mano si avvicina, il sapone scende, nessuno tocca nulla. Rispetto ai sensori a infrarossi tradizionali la rilevazione laser lavora su un punto definito con precisione, riducendo le erogazioni accidentali quando qualcuno passa vicino al lavabo o appoggia un oggetto sul piano.
La dose e' regolabile a partire da 1 ml, e questo e' il dato che incide direttamente sui costi di gestione: si imposta la quantita' minima sufficiente e ogni erogazione eroga esattamente quella. Su un bagno con centinaia di utilizzi settimanali la differenza rispetto a un dispenser non regolato si misura in litri di sapone al mese.
Il serbatoio da 1500 ml e' ricaricabile e si riempie dall'alto con sapone sfuso, senza cartucce proprietarie da acquistare: significa poter scegliere liberamente il prodotto, dal sapone neutro a quello profumato di fascia alta, e ridurre il numero di interventi del personale rispetto ai flaconi da banco.
Il corpo e' in ottone, non in plastica rivestita: e' il materiale della rubinetteria di qualita', resiste all'umidita' permanente e non ingiallisce ne' si opacizza con i detergenti. La gamma comprende sette finiture, pensate per abbinarsi ai miscelatori invece di stonare: lucido e satinato per gli abbinamenti classici, nero per i bagni contemporanei, e le finiture PVD oro lucido, oro spazzolato, bronzo spazzolato e gun metal per i progetti in cui la rubinetteria e' gia' stata scelta in una tinta calda o scura.
L'alimentazione e' esclusivamente a corrente elettrica: va prevista in fase di progetto, perche' non funziona a batterie. E' la scelta corretta per installazioni fisse e continuative, dove nessuno vuole occuparsi della sostituzione delle pile, ma richiede che il punto di alimentazione sotto il piano sia predisposto.
Gli ambienti naturali sono i bagni degli hotel e delle strutture ricettive, i ristoranti e i locali che curano i servizi, gli studi professionali, le spa e i centri estetici, e le abitazioni private in cui il bagno e' stato progettato nei dettagli. Per verificare la predisposizione elettrica e scegliere la finitura coordinata alla tua rubinetteria, richiedi un preventivo dedicato.
Testo redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale. Le informazioni e i dati tecnici provengono dalla documentazione ufficiale del produttore.
Domande Frequenti
Ho scelto miscelatori in oro spazzolato e non trovo un dosatore intonato: come mi regolo con le finiture?
La gamma copre proprio questo problema con sette finiture, di cui quattro in PVD: oro lucido, oro spazzolato, bronzo spazzolato e gun metal, oltre a lucido, satinato e nero. Il PVD non e' una verniciatura ma un rivestimento applicato sotto vuoto, molto piu' resistente all'abrasione e ai detergenti rispetto alle finiture galvaniche colorate. Per un abbinamento corretto conviene partire dal miscelatore gia' installato e richiedere la stessa denominazione di finitura, verificando il campione prima dell'ordine completo.
Nel bagno del mio ristorante il dispenser a pompa e' un punto di contatto per tutti: il laser e' davvero diverso?
Si', perche' l'erogazione avviene senza contatto: la mano si avvicina al sensore e il sapone scende, nessuno preme nulla. La differenza rispetto ai sensori a infrarossi sta nella precisione: il laser rileva un punto definito, quindi si riducono le erogazioni accidentali quando una persona passa accanto al lavabo o appoggia una borsa sul piano. Nei locali con servizi molto frequentati questo si traduce sia in migliore igiene percepita dal cliente, sia in meno sapone sprecato sul piano.
Funziona a batterie? Nel mio bagno non ho previsto una presa sotto il lavabo.
No, e questo va detto chiaramente prima dell'acquisto: l'alimentazione e' esclusivamente a corrente elettrica. E' la scelta giusta per installazioni fisse, perche' elimina la manutenzione delle pile e le fermate improvvise, ma richiede un punto di alimentazione predisposto sotto il piano lavabo. Se il bagno e' gia' finito e non c'e' predisposizione, l'intervento comporta opere sul mobile o sulla parete. In fase di ristrutturazione basta invece indicarlo all'elettricista insieme agli altri punti.
Quanto spesso il personale deve ricaricarlo in un hotel con molti passaggi?
Dipende da due fattori: il serbatoio da 1500 ml e la dose impostata. Con una dose regolata su 1 ml si ottengono circa millecinquecento erogazioni per riempimento, un valore che in un bagno di camera copre settimane e in un bagno comune molto frequentato consente comunque una ricarica programmata anziche' quotidiana. Il vantaggio rispetto ai flaconi da banco e' anche gestionale: si acquista sapone sfuso in taniche, con un costo per litro sensibilmente inferiore e meno plastica da smaltire.
Il sapone denso o quello con microgranuli rischia di intasarlo?
I dosatori a pompa elettronica sono calibrati per sapone liquido di viscosita' normale. Prodotti molto densi, creme lavamani o saponi con microgranuli abrasivi non sono adatti e possono compromettere il meccanismo di erogazione. Nella pratica la regola e' semplice: se il prodotto scorre facilmente da un flacone rovesciato, e' compatibile. In caso di dubbio su un sapone specifico, in particolare per prodotti disinfettanti o a base alcolica, conviene verificarne la compatibilita' prima di adottarlo su tutta la struttura.
Sto rifacendo il bagno di casa: ha senso o e' un prodotto solo per luoghi pubblici?
Ha senso quando il bagno e' stato progettato nei dettagli e il flacone di plastica accanto al lavabo stona con il resto. Il corpo in ottone e le finiture coordinate alla rubinetteria lo rendono un elemento del progetto, non un accessorio aggiunto dopo. Va considerato pero' che si tratta di un prodotto nato per l'uso collettivo: richiede alimentazione elettrica fissa e un serbatoio da ricaricare. In una casa dove il bagno viene usato da poche persone, il vantaggio e' soprattutto estetico e di igiene, meno di gestione.
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