Descrizione
Nei bagni curati il dosatore automatico ha spesso lo stesso difetto: e' un blocco di plastica applicato accanto a un miscelatore scelto con attenzione. Funziona, risolve il problema del contatto, ma dichiara la sua natura di accessorio tecnico e rompe la coerenza dell'insieme, soprattutto quando il piano e' in pietra e la rubinetteria e' cromata.
Il secondo problema e' l'ingombro. I dosatori automatici da appoggio hanno corpi larghi, perche' devono contenere il serbatoio: su un piano lavabo stretto o su una mensola sottile occupano spazio utile e diventano l'oggetto che si sposta a ogni pulizia e che prima o poi finisce a terra.
Questo dosatore da piano Nofer nasce con una logica diversa. La parte in vista e' una colonnina larga appena 48 mm, alta 125 mm, che accanto al miscelatore si legge come un secondo elemento della rubinetteria e non come un dispenser. Il serbatoio da 1000 ml sta invece sotto il piano, dentro il mobile, dove non si vede e non occupa superficie.
Il corpo e' in ottone cromato con finitura lucida, lo stesso materiale e lo stesso trattamento della maggior parte delle rubinetterie cromate: l'abbinamento e' diretto, senza le differenze di tono che si notano accostando un acciaio satinato a un cromo lucido. Il contatto avviene su metallo e la superficie regge umidita' e pulizia quotidiana senza opacizzarsi.
L'erogazione e' affidata a un sensore a infrarossi: la mano si avvicina e il sapone scende, senza contatto. Nei bagni di hotel, spa e ristoranti questo unisce due cose che di solito vanno separate, cioe' l'igiene di un apparecchio automatico e l'aspetto di un accessorio di rubinetteria.
Il serbatoio e' ricaricabile con sapone sfuso dall'interno del mobile, senza cartucce proprietarie: si sceglie liberamente il prodotto, anche una profumazione di fascia alta coerente con l'ambiente, e il costo al litro resta quello delle taniche. Un litro di autonomia rende il modello adatto anche ai bagni con passaggio elevato, non solo a quelli di rappresentanza.
Due aspetti vanno definiti prima dell'ordine. L'alimentazione e' esclusivamente a corrente elettrica, quindi serve un punto di alimentazione sotto il mobile: in ristrutturazione basta indicarlo all'elettricista, su un bagno finito puo' richiedere interventi. L'installazione richiede inoltre un foro nel piano per la colonnina e uno spazio libero e raggiungibile sotto, per il serbatoio e la ricarica.
Gli ambienti naturali sono i bagni degli hotel e delle spa, i servizi di rappresentanza di ristoranti e studi professionali, i centri estetici e le abitazioni private con bagno progettato nei dettagli. Per verificare la compatibilita' con il tuo piano e il mobile, richiedi un preventivo dedicato.
Testo redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale. Le informazioni e i dati tecnici provengono dalla documentazione ufficiale del produttore.
Domande Frequenti
Voglio un dosatore automatico ma tutti quelli che vedo sembrano oggetti da ufficio: questo com'e'?
La differenza sta in dove viene messo il serbatoio. Nei dosatori automatici da appoggio il corpo e' largo perche' contiene tutto, e infatti si legge come un apparecchio tecnico. Qui in vista resta solo una colonnina di 48 mm di larghezza in ottone cromato, mentre il serbatoio da un litro sta sotto il piano. Accanto a un miscelatore cromato l'effetto e' quello di un secondo elemento della rubinetteria, non di un accessorio aggiunto dopo.
Il bagno e' gia' finito: posso installarlo o devo rinunciare?
Ci sono due vincoli da verificare. Il primo e' il foro nel piano per la colonnina: su un top gia' posato in marmo o gres va eseguito da chi lavora la pietra, con il rischio di scheggiature che questo comporta. Il secondo, spesso decisivo, e' l'alimentazione elettrica, obbligatoria perche' il modello non funziona a batterie: se sotto il mobile non c'e' un punto raggiungibile, serve un intervento. In una ristrutturazione entrambe le cose si risolvono in fase di progetto senza costi rilevanti.
Un litro di sapone basta per il bagno di un ristorante con molti coperti?
Per un bagno di locale l'autonomia di 1000 ml e' generalmente adeguata e permette una ricarica programmata invece che quotidiana. Il dato dipende dal numero di utilizzi e dalla quantita' erogata a ogni attivazione. Se il passaggio e' molto elevato, come in un locale serale con centinaia di presenze, conviene valutare i modelli da 1200 ml con visore del contenuto, che permettono anche di verificare il livello senza aprire nulla.
Che differenza c'e' con l'altro modello da piano che ha la stessa larghezza?
Cambia la geometria dell'erogatore. Questo modello e' alto 125 mm con una profondita' di 90; l'altro e' piu' basso, 115 mm, ma con una profondita' di 145 mm, quindi il getto cade piu' avanti rispetto alla base. La scelta si fa sul lavabo: con bacinelle larghe o lavabi d'appoggio profondi il modello con sbraccio maggiore evita che il sapone finisca sul piano; su lavabi piccoli o incassati e' preferibile quello piu' compatto.
Chi pulisce deve smontare qualcosa per ricaricarlo?
No, la ricarica avviene dall'interno del mobile, dove si trova il serbatoio. L'aspetto da curare e' in fase di progetto: sotto il punto di installazione deve restare uno spazio libero e soprattutto raggiungibile, non ostruito da cassetti fissi o dal sifone. Se il mobile e' molto pieno o il lavabo e' incassato in una struttura chiusa, conviene definire la posizione del foro insieme al mobiliere prima della realizzazione.
Ho sanitari e rubinetteria neri: esiste in una finitura coordinata?
Si', il modello e' disponibile anche in nero oltre che in cromato lucido. Il nero e' la scelta corretta quando miscelatori, piletta e accessori sono stati scelti in tinta scura, situazione oggi frequente nelle ristrutturazioni. Nella gamma Nofer esistono inoltre modelli con finiture PVD in oro, oro spazzolato, bronzo e gun metal, utili quando la rubinetteria e' in una tonalita' calda o metallizzata particolare.
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